‘Napoli non è un b&b’: adesivi contro la turistificazione e il caro fitti

1000052094 low

‘Napoli non è un b&b’: adesivi contro la turistificazione e il caro fitti

L’iniziativa “Napoli non è un b&b” lanciata dall’Udu Napoli, con il supporto della Cgil Napoli e Campania, mette in evidenza l’urgenza di affrontare la crescente crisi abitativa nella città partenopea, aggravata dalla turistificazione incontrollata. L’adesione degli studenti e dei lavoratori a questa campagna mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sollecitare interventi concreti da parte delle istituzioni per frenare lo strapotere degli affitti brevi e garantire il diritto alla casa per i residenti.

Problemi sollevati:

  1. Speculazione immobiliare: La trasformazione massiva di abitazioni in b&b e affitti brevi genera profitti elevati per i proprietari, ma rende quasi impossibile per i residenti, in particolare studenti e lavoratori, trovare un alloggio accessibile.
  2. Turistificazione selvaggia: Napoli sta subendo un processo che, senza adeguati limiti e regolamenti, rischia di svuotare il centro storico della sua comunità residente, trasformandolo in uno spazio esclusivamente dedicato ai turisti.
  3. Assenza di regolamentazione: Manca un controllo efficace sul numero di strutture ricettive turistiche e sull’utilizzo delle lockbox, dispositivi simbolo del check-in a distanza, considerati una facilitazione per affitti brevi non regolamentati.

Proposte avanzate:

  • Regolamentazione del numero di b&b: Limitare le case destinate agli affitti brevi per ogni quartiere.
  • Introduzione del canone concordato: Applicare un tetto massimo ai prezzi degli affitti brevi (inferiori ai 30 giorni).
  • Investimenti pubblici: Incrementare i fondi per l’edilizia pubblica e incentivare affitti a lungo termine.
  • Normativa più rigida sulle lockbox: Introdurre maggiori controlli, già oggetto di attenzione da parte del Ministero dell’Interno.
1000052094-low 'Napoli non è un b&b': adesivi contro la turistificazione e il caro fitti

Raffaele Paudice, segretario della Cgil Napoli e Campania, sottolinea che la situazione è ormai insostenibile e richiede un intervento immediato per evitare ulteriori danni al tessuto sociale e culturale della città. Paudice fa riferimento a esempi virtuosi come Firenze, dove sono stati presi provvedimenti per arginare il fenomeno, auspicando che Napoli segua lo stesso percorso.

L’iniziativa rappresenta un grido d’allarme di una comunità che lotta per preservare la propria identità e il diritto all’abitare. Il messaggio è chiaro: Napoli deve restare una città per i suoi abitanti e non trasformarsi in un’enorme struttura ricettiva a scapito del suo tessuto sociale e culturale.

Cgil Napoli e Campania

(foto fornite da ufficio stampa Cgil Napoli e Campania)

Share this content: