Focus Economia Irpinia Sannio 2025: Avellino e Benevento crescono più dell’Italia

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Focus Economia Irpinia Sannio 2025: Avellino e Benevento crescono più dell’Italia

L’edizione 2025 del Focus Economia Irpinia Sannio restituisce l’immagine di due territori vivi, dinamici e pienamente inseriti nelle trasformazioni economiche nazionali. Nella sede della Camera di Commercio a Benevento, davanti a istituzioni, accademici, rappresentanti delle imprese e degli ordini professionali, Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, e il Commissario Straordinario Girolamo Pettrone hanno illustrato una fotografia dettagliata dello stato economico di Avellino e Benevento. Un appuntamento ormai centrale per la programmazione del territorio, arricchito quest’anno dalla premiazione delle 57 Imprese Storiche Irpinia Sannio, simbolo di continuità, radicamento e capacità di innovare lungo intere generazioni.

Il dato più significativo emerge subito: nel 2024 Avellino (+2,9%) e Benevento (+2,7%) hanno superato la crescita media italiana del valore aggiunto (+2,1%). Una performance che sorprende, soprattutto se inserita in un contesto nazionale caratterizzato da rallentamenti manifatturieri e da mercati globali oscillanti. Secondo Pettrone, questa tenuta deriva da un sistema produttivo «capace di adattarsi, pragmatico e sempre in grado di reagire nei momenti più complessi», qualità che continuano a distinguere l’Irpinia e il Sannio anche nei passaggi più delicati dell’economia.

Nel suo intervento, il Commissario ha posto l’accento sul nuovo ruolo delle Camere di Commercio, oggi veri e propri hub di conoscenza e analisi. «Non siamo più enti amministrativi nel senso tradizionale: siamo piattaforme pubbliche che organizzano dati, li rendono leggibili e li trasformano in strumenti per orientare scelte e politiche». In questo scenario, le nuove tecnologie assumono un peso strategico. «Il Registro delle Imprese è uno dei più grandi archivi economici digitalizzati d’Europa. L’Intelligenza Artificiale ci permetterà di interrogarlo con modelli predittivi capaci di individuare tendenze e criticità in tempo reale: una svolta epocale per la lettura dell’economia locale».

L’analisi conferma una stabilizzazione della demografia imprenditoriale: meno cancellazioni, meno imprese in scioglimento e un saldo positivo che riflette una maggiore consapevolezza da parte di chi decide di fare impresa. Crescono le imprese giovanili, femminili e straniere, nuove realtà più strutturate, orientate alla qualità e attente alla sostenibilità economica e organizzativa. Forte anche il Terzo Settore, che in Irpinia e Sannio rappresenta un patrimonio di associazioni, fondazioni e imprese sociali capace di colmare gap, produrre capitale relazionale e sostenere molte politiche pubbliche, che senza questa rete non avrebbero la stessa efficacia.

Sul fronte del lavoro emergono luci e ombre. L’occupazione si mantiene stabile e i tassi di disoccupazione mostrano un leggero calo, ma resta elevata la quota di inattivi, in particolare tra giovani e donne. «Un territorio con molti inattivi è un territorio che non esprime il suo potenziale», ha ribadito Pettrone, ricordando l’urgenza di riavvicinare i giovani alle imprese, costruendo competenze e percorsi professionali solidi.

Uno dei segnali più forti dell’edizione 2025 arriva dall’export. Nel secondo trimestre Avellino ha raggiunto un valore record di 591 milioni di euro, con una crescita del 38,4% sostenuta da performance straordinarie nei metalli non ferrosi (+972%) e da ottimi risultati in alimentare, aerospazio, farmaceutica, pelle e automotive. Benevento cresce fino a 81 milioni (+4,9%). «L’export dimostra che anche territori non metropolitani possiedono competenze in grado di dialogare alla pari con i mercati globali. È la prova che la qualità paga, la specializzazione paga, la coerenza industriale paga», ha osservato il Commissario. Nota negativa soltanto per il settore vinicolo, penalizzato dai dazi statunitensi.

La criticità più rilevante resta invece il quadro infrastrutturale. Benevento dispone di 135,7 km di rete ferroviaria, ma solo 19 km a doppio binario; Avellino ha 175,9 km, tutti a binario unico. Una condizione che limita la piena integrazione con i poli logistici del Mezzogiorno. «Non possiamo crescere senza accessibilità», ha dichiarato Pettrone. «Serve una programmazione regionale e nazionale che metta finalmente al centro i territori interni. Non è una rivendicazione campanilistica: è una necessità strategica per l’intero Mezzogiorno».

La giornata si è conclusa con la celebrazione delle 57 Imprese Storiche Irpinia Sannio, aziende che hanno attraversato decenni di trasformazioni mantenendo costante la volontà di innovare e restare parte attiva delle loro comunità. «Queste imprese non sono soltanto longeve: sono presidi economici e sociali», ha spiegato il Commissario. «Dimostrano che competitività e radicamento possono convivere, che la tradizione può dialogare con l’innovazione, che la qualità è un valore che non perde mai forza».

L’evento di Benevento, più che una semplice presentazione di numeri, è stato un esercizio collettivo di visione. «I dati non sono un esercizio accademico: sono la base per programmare il futuro», ha ricordato Pettrone in chiusura. E il messaggio finale dell’Ente camerale è chiaro: crescere significa continuare a investire in competenze, innovazione, infrastrutture, internazionalizzazione e coesione sociale. Una direzione di marcia che suona più come una promessa che come una conclusione, e che definisce l’orizzonte dei prossimi anni per l’Irpinia e il Sannio.

www.unioncamere.gov.it
www.irpiniasannio.camcom.it

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