Credito accessibile: Fondazione Banco Napoli e PerMicro stanno trasformando vite e imprese
Nel cuore del Sud Italia, dove da anni si registra una forte esclusione finanziaria, emerge una storia di speranza e concretezza: grazie all’impegno della Fondazione Banco di Napoli e di PerMicro S.p.A., il microcredito diventa strumento di emancipazione sociale ed economica. I dati parlano chiaro: tra il 2009 e il 2022 nelle regioni del Mezzogiorno e delle Isole sono quasi 9.300 i beneficiari del credito erogato da PerMicro, tra persone fisiche e microimprese inizialmente escluse dai canali bancari tradizionali. Contestualmente sono nati 968 posti di lavoro grazie alle attività imprenditoriali sostenute, coinvolgendo in modo particolare donne, giovani under 35 e cittadini migranti.

La progressione è significativa: le somme erogate sono passate da 75 mila euro nel 2009 a 7,5 milioni nel 2022. napolivillage.com Nel solo 2024, l’azione si è intensificata: sono stati sostenuti 1.071 progetti nel Sud con oltre 12,4 milioni di euro concessi, equamente ripartiti tra famiglie e piccoli imprenditori. Tra questi, il 38 % delle imprese finanziate è guidato da donne e il 37 % da giovani sotto i 35 anni.
«Il 72 % delle famiglie italiane non bancarizzate risiede nel Sud e nelle Isole – ha dichiarato Benigno Imbriano, Amministratore Delegato di PerMicro – non può sorprenderci quindi che l’accesso al credito risulti fortemente sbilanciato: il 53 % delle richieste proviene dal Nord, mentre solo il 28 % da Sud e Isole.»
La partnership tra Fondazione Banco di Napoli e PerMicro si sviluppa lungo un duplice binario: da un lato un intervento diretto nell’erogazione di credito, dall’altro una scelta strategica di presenza capillare nelle province meridionali e insulari, capace di intercettare segmenti sociali fragili – donne, giovani, migranti – che tradizionalmente incontrano ostacoli nell’accesso ai finanziamenti.

Lo studio non si limita ai numeri delle erogazioni: mette in luce come il microcredito favorisca la stabilizzazione economica e la coesione sociale. Per esempio, 448 imprenditori hanno migliorato la propria condizione lavorativa, 684 hanno registrato un aumento del reddito mensile. Contestualmente, l’incremento dei consumi e delle entrate fiscali è stimato in quasi 33 milioni di euro, mentre il risparmio per le casse pubbliche, grazie alla riduzione della dipendenza da sussidi, supera i 4,5 milioni di euro.
Questo scenario non è però privo di criticità: secondo un’elaborazione di Banca Etica sui dati della Banca d’Italia relativi al 2022, circa il 3% delle famiglie italiane – quasi 600 mila nuclei, pari a 1,3 milioni di persone – non utilizza alcuno strumento bancario. Di queste, il 72 % vive nel Sud e nelle Isole ed il 77 % ha un reddito annuo inferiore ai 17.000 euro.
Alla luce di tutto questo, credere che “favorire l’accesso al credito” significhi solo erogare denaro è riduttivo: è piuttosto un atto di restituzione della dignità, una trasformazione dell’esclusione in partecipazione e una risorsa per costruire un’economia più resiliente e inclusiva. Il microcredito si conferma come una leva strategica per ridurre disuguaglianze, dare opportunità ai più fragili e rafforzare il tessuto economico delle regioni meridionali.
In un Paese in cui le differenze territoriali persistono, l’azione combinata della Fondazione Banco di Napoli e di PerMicro dimostra che con visione, sostegno mirato e una metodologia solida è possibile trasformare la vulnerabilità in potenzialità.
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