Fondazione Campania dei Festival, Incontri sul dialetto: dalla tradizione all’innovazione culturale

PHOTO 1 INCONTRI SUL DIALETTO low

Fondazione Campania dei Festival, Incontri sul dialetto: dalla tradizione all’innovazione culturale

Napoli ospita la seconda edizione degli “Incontri sul dialetto”, un evento che celebra il valore linguistico e culturale del dialetto napoletano. Dal 20 gennaio al 26 maggio 2025, la Sala Comencini del Musap – Museo Artistico Politecnico di Napoli, situata in piazza Trieste e Trento presso Palazzo Zapata, sarà il fulcro di dodici appuntamenti dedicati a esplorare il dialetto come forma d’arte e comunicazione culturale.

La rassegna, curata dal Comitato scientifico per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, diretta da Ruggiero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano, si configura come un’iniziativa interdisciplinare. Il Comitato, composto da esperti di linguistica, storici e studiosi della cultura napoletana, si impegna a valorizzare il dialetto come patrimonio immateriale, analizzandone le origini storiche, le evoluzioni semantiche e il suo ruolo nella società contemporanea. Il programma propone una riflessione sul ruolo del dialetto napoletano nella letteratura, nel teatro e nel cinema contemporaneo, con l’obiettivo di evidenziarne la capacità di narrare storie locali e universali.

INCONTRI-SUL-DIALETTO-2-low Fondazione Campania dei Festival, Incontri sul dialetto: dalla tradizione all'innovazione culturale

L’evento inaugurale, previsto per lunedì 20 gennaio 2025 dalle 16 alle 18.30, avrà come tema “L’uso del dialetto tra serie e cinema”. Questo argomento è particolarmente significativo perché evidenzia come il dialetto possa fungere da ponte tra linguaggi tradizionali e contemporanei, offrendo nuove chiavi interpretative per comprendere le dinamiche culturali di Napoli. Per il pubblico accademico, rappresenta un’opportunità di analizzare il dialetto come strumento semiotico e sociale, mentre per il pubblico locale, risuona come un mezzo per riscoprire e valorizzare la propria identità culturale. Tra i protagonisti figurano Giovanni Maddaloni, esperto di dialoghi dialettali per la serie “L’amica geniale”, il regista Giuseppe Rocca, la scrittrice Emilia Marchi, storica sceneggiatrice di “Un posto al sole”, e l’attore Patrizio Rispo, noto interprete della soap opera. Durante l’incontro, si approfondiranno le dinamiche attraverso cui il dialetto diventa strumento narrativo per esprimere identità culturali e per valorizzare storie di forte impatto sociale.

Nel corso della rassegna, altre personalità di rilievo come Mario Martone, regista di fama internazionale noto per opere come “L’amore molesto” e “Il sindaco del Rione Sanità”, Antonella Cilento, scrittrice che ha esplorato le dinamiche culturali napoletane in romanzi come “Lisario o il piacere infinito delle donne”, Antonio Franchini, autore e editor celebre per il suo approccio narrativo ai temi della tradizione, arricchiranno il dibattito culturale. Esploreranno il dialetto come elemento di continuità tra tradizione e modernità, offrendo prospettive uniche sulla sua evoluzione nei linguaggi artistici. Grazie all’attenzione posta sull’interazione tra linguaggi artistici, l’iniziativa pone il dialetto napoletano al centro di un discorso culturale di respiro nazionale e internazionale.

Il valore del dialetto non si limita alla comunicazione locale, ma si espande come un linguaggio capace di raccontare Napoli al mondo. Un esempio significativo è il suo utilizzo nel musical “Scugnizzi”, che ha riscosso successo internazionale portando la cultura napoletana sui palcoscenici di tutto il mondo. Attraverso dialoghi e canzoni in dialetto, lo spettacolo ha veicolato temi universali come la resilienza e l’identità, dimostrando il potenziale del dialetto come strumento culturale e narrativo globale. Il suo utilizzo in opere cinematografiche come “Il resto di niente” di Antonietta De Lillo, tratto dal romanzo di Enzo Striano, ne è un esempio: il dialetto funge da strumento politico e narrativo, amplificando il significato delle storie raccontate.

fondazionecampaniadeifestival.it

Share this content: