Coltivazioni fuori suolo e progetto Agritech: Agronomi protagonisti alla Federico II
Le coltivazioni fuori suolo rappresentano una frontiera innovativa nel panorama agricolo contemporaneo, introducendo metodologie avanzate per ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi e rispondere alle sfide ambientali. Un esempio pratico è rappresentato dall’utilizzo di sistemi idroponici per la produzione di ortaggi in aree urbane densamente popolate, come i progetti implementati a Singapore, dove serre verticali consentono di coltivare una grande quantità di piante su spazi ridotti, migliorando l’efficienza delle risorse idriche e riducendo i trasporti necessari per la distribuzione. Queste tecniche si concentrano su aspetti chiave come la nutrizione delle piante, la protezione contro agenti biotici e la sostenibilità tecnico-economica, offrendo soluzioni per affrontare i problemi ambientali che affliggono l’agricoltura tradizionale.

Un importante evento dedicato a questa tematica si è tenuto presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Napoli. La discussione ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Luca Scognamiglio e Rossella Piscopo, agronomi della società Graded, un’azienda napoletana impegnata nel settore energetico e coinvolta nel progetto Agritech.
Agritech è un progetto di respiro internazionale che coinvolge 28 Università, 5 centri di ricerca e 18 imprese, con l’obiettivo di integrare tecnologie abilitanti per promuovere la sostenibilità nelle produzioni agroalimentari. Per tecnologie abilitanti si intendono quelle soluzioni innovative, come l’uso di sistemi di sensori IoT, l’intelligenza artificiale e i big data, che permettono di ottimizzare i processi produttivi e garantire una gestione più efficiente delle risorse. Tra le sue finalità figurano l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’impatto ambientale, lo sviluppo delle aree marginali, la garanzia di sicurezza alimentare e la valorizzazione delle tipicità territoriali. I task 6.2.1 e 6.2.2 del progetto hanno costituito il fulcro della discussione, con un focus specifico sulle applicazioni pratiche delle coltivazioni fuori suolo.
Questa metodologia richiede competenze avanzate, rendendo centrale il ruolo del Dottore Agronomo, che agisce come consulente strategico in ogni fase del processo produttivo. Tra le competenze richieste figurano la conoscenza approfondita delle tecniche di irrigazione di precisione, la gestione integrata delle risorse idriche, l’analisi dei substrati e l’utilizzo di software per il monitoraggio delle colture. Il Dottore Agronomo fornisce consulenza sia nella fase progettuale che operativa, supportando la scelta delle soluzioni più idonee per ottimizzare la resa e minimizzare l’impatto ambientale. Durante l’evento, le relazioni di esperti come Stefania De Pascale, docente presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, e Luca Incrocci, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa, hanno offerto approfondimenti preziosi. De Pascale ha discusso l’importanza dell’uso di substrati innovativi e delle strategie di irrigazione mirate, mentre Incrocci ha evidenziato il ruolo cruciale del monitoraggio digitale e dei sistemi di controllo automatizzato nella gestione delle coltivazioni fuori suolo. I due studiosi hanno illustrato le potenzialità delle coltivazioni fuori suolo per ottimizzare l’efficienza delle risorse, garantire sostenibilità economica e ambientale e incrementare la produttività.

Il dibattito ha messo in luce l’importanza dell’integrazione tra ricerca accademica e applicazioni tecnologiche per affrontare i problemi dell’agricoltura contemporanea. Questo approccio sinergico si configura come una risposta concreta alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla crescente domanda di sostenibilità nelle filiere agroalimentari.
La partecipazione di Graded al progetto Agritech sottolinea l’importanza di un modello intersettoriale che unisca energie rinnovabili e innovazioni agricole per costruire un futuro più sostenibile. L’azienda contribuisce concretamente attraverso lo sviluppo di sistemi energetici integrati per alimentare serre e impianti di coltivazione fuori suolo, sfruttando fonti rinnovabili come il fotovoltaico e ottimizzando l’efficienza energetica complessiva. Inoltre, Graded collabora nell’implementazione di soluzioni digitali per il monitoraggio in tempo reale delle colture, garantendo una gestione precisa e sostenibile delle risorse. Agritech si conferma una piattaforma di riferimento per l’evoluzione delle produzioni agroalimentari, con il contributo imprescindibile degli agronomi nella guida di queste trasformazioni.
Link di riferimento:
- Graded S.p.A.
- Dipartimento di Agraria – Università Federico II
- Università di Pisa – Dipartimento di Scienze Agrarie
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