Costa d’Amalfi piange un suo figlio illustre: Francesco Cuomo, storico ufficiale di Agerola.
di Flavio Pagano
Si è spento improvvisamente Francesco Cuomo, una delle personalità più popolari della Costa di Amalfi, che da molti anni si dedicava alla ricostruzione delle vicende storiche dei Monti Lattari, in particolare di Agerola, e dei suoi protagonisti.
Cuomo si era laureato alla Columbia University, durante la sua lunga parentesi di studio e di vita negli Stati Uniti, dove nel suo percorso di laurea in Storia e Scienze Politiche, ebbe occasione di conoscere alcuni fra i più importanti personaggi di quegli anni, fra i quali Henry Kissinger, e ebbe modo di sviluppare il suo caratteristico pragmatismo di impostazione anglosassone, che l’avrebbe contraddistinto in tutte le fasi della sua vita professionale.
Tornato in Italia, Cuomo aveva lavorato ad altissimo livello come manager nel settore del Turismo, ma contemporaneamente aveva iniziato le sue ricerche storiche, che l’avevano portato a scrivere una biografia del Generale Avitabile, notissimo personaggio agerolese, e a comporre note preziose sulla storia di Agerola, della Costa d’Amalfi e dei loro protagonisti. Alcuni etimi e toponimi sono stati chiariti grazie ai suoi studi, con una chicca assoluta nella scoperta di un fumetto di Flash Gordon, nel quale veniva citato proprio il Generale Avitabile, a testimonianza della sua straordinaria popolarità internazionale.
Ma al di là della sua enorme cultura, Francesco Cuomo è stato anche molto amato dalla gente. Marito, padre e nonno esemplare era una figura assolutamente imprescindibile della vita agerolese degli ultimi decenni, e costituiva un riferimento saldo anche per le nuove generazioni. Uomo dai modi diretti, schietto e leale, era benvoluto da chiunque amasse la verità e l’onestà intellettuale.
Impossibile non ricordare il ruolo fondamentale da lui svolto, sempre dietro le quinte, sempre rifuggendo la tentazione di prendere, come avrebbe potuto, il centro della scena, nel rilancio turistico ed economico del suo paese natale negli ultimi anni: quella Agerola che lui amava in maniera viscerale e alla quale amava dare, senza mai pretendere nulla.
L’estensore di questa nota ha avuto il privilegio di essere amico di Francesco Cuomo per oltre trent’anni e, invocando l’indulgenza del lettore per questa osservazione finale del tutto personale, sente l’insopprimibile necessità di ricordare la straordinaria sincerità e la profondissima umanità di quest’uomo geniale, che, insieme al mai dimenticato Raffaele Ferraioli, sindaco della vicina Furore, del quale era intimo amico, ha rappresentato una delle voci più alte mai espresse da questa terra.
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