Eduscopio 2025: i migliori licei. A Napoli primo il Convitto, seguono Sannazaro e Mercalli
L’edizione 2025 di Eduscopio scatta una fotografia nitida del sistema scolastico italiano, mostrando un Paese che evolve in modo irregolare ma significativo, con conferme importanti nelle grandi città e nuove sorprese soprattutto al Sud. A Napoli si registra la continuità dell’eccellenza: il Convitto Vittorio Emanuele II si conferma, ancora una volta, il miglior liceo classico e scientifico della città, consolidando un primato ormai storico. Subito dietro, nel percorso classico, si mantiene competitivo il Sannazaro, mentre il Calamandrei compie l’avanzata più rilevante, conquistando il terzo posto e superando l’Umberto I, che scivola fuori dal podio dopo anni di posizionamenti di vertice. Nello scientifico la gerarchia resta stabile, con Mercalli e Labriola che si confermano tra i primi tre, contribuendo a un quadro cittadino di alto livello, spesso paragonabile alle performance dei migliori istituti del Nord.
Guardando oltre il capoluogo campano, l’edizione 2025 evidenzia un dato molto significativo: l’avanzata delle scuole paritarie nel Sud Italia. In Campania e Sicilia, in particolare, gli istituti privati scalano posizioni con maggiore incisività rispetto agli anni precedenti, seguendo un trend nazionale che vede le paritarie competere in maniera sempre più diretta con le scuole statali. È un fenomeno che merita attenzione, perché segnala una trasformazione profonda nella percezione dell’offerta formativa da parte delle famiglie.
A Palermo emergono conferme e ritorni. Nei licei classici torna al primo posto il Garibaldi, mentre nello scientifico guida il paritario Gonzaga, seguito dal Benedetto Croce e dal Cannizzaro. Interessante anche l’andamento della provincia, dove realtà di centri più piccoli come Gangi e Castelbuono riescono a distinguersi, dimostrando che l’eccellenza scolastica non è più esclusiva delle grandi città. Nei tecnici e professionali si segnalano risultati di rilievo per il Damiani Almeyda-Crispi, l’Enrico Medi, il Paolo Borsellino e il Pietro Piazza per l’alberghiero.
Il quadro nazionale restituisce un’Italia fedele alle sue tradizioni scolastiche ma con qualche scossone di rilievo. A Roma si confermano in testa il Visconti tra i classici e il Righi tra gli scientifici, entrambi ancora una volta davanti ai rispettivi concorrenti milanesi. Dietro si posizionano stabilmente il Mamiani, il Tasso, il Vivona, il Giulio Cesare, il Vittorio Emanuele II, il Tacito, l’Augusto e il Montale, mentre sorprende l’uscita dalla top ten dello storico Virgilio, sostituito in classifica dal paritario De Merode.
A Milano torna primo tra i classici il Berchet, mentre negli scientifici resta saldo il comando del Volta, a conferma della forte tradizione lombarda in questo indirizzo. Completano la top five Carducci, Beccaria e le paritarie Sacro Cuore e Carrel. A Torino, il Cavour mantiene la guida tra i classici, mentre nello scientifico l’Agnelli conquista il primato superando lo Spinelli. Per quanto riguarda l’intera regione Piemonte, il miglior liceo scientifico si conferma l’Ancina di Fossano, mentre per le scienze umane svetta la paritaria Sacra Famiglia.
A Firenze brillano i tecnici Galilei e Meucci, e il Machiavelli si distingue nella preparazione universitaria. Restano solidi tra i classici il Galileo e il Michelangiolo. A Bologna si confermano leader il Galvani per il classico e il Copernico per lo scientifico, ma la vera novità è l’ascesa del Rambaldi Valeriani di Imola, che conquista il primo posto nell’area metropolitana. Per le scienze applicate guida il Fermi, mentre lo Mattei di San Lazzaro primeggia nelle scienze umane. A Genova restano in testa il Cassini nello scientifico e il Colombo nel classico, mentre per le scienze umane svetta il Marconi Delpino. Interessante anche l’indicatore legato all’occupazione: l’istituto Primo Levi di Ronco Scrivia registra un eccellente 84%, tra i migliori risultati d’Italia.
Complessivamente, Eduscopio 2025 descrive un sistema scolastico che evolve, con le grandi città che confermano le eccellenze consolidate e il Sud che mostra una crescita non episodica. L’avanzata delle paritarie, il dinamismo dei licei scientifici e il rafforzamento degli istituti tecnici in alcune regioni offrono un quadro variegato e in movimento: una fotografia utile per studenti e famiglie chiamati a scegliere il proprio percorso formativo nella scuola superiore.
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