Campania Teatro Festival 2025: tre giorni di grande teatro tra memoria, identità e visioni

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Campania Teatro Festival 2025: tre giorni di grande teatro tra memoria, identità e visioni

Dal 7 al 9 luglio 2025, il Campania Teatro Festival si trasforma in un palcoscenico diffuso dove si incontrano musica, classici, teatro civile e narrazione contemporanea. Il viaggio comincia con Moni Ovadia e i fantasmi di Arturo Benedetti Michelangeli, passa per Otello, Tesla e approda all’Edipo Re di Luca De Fusco, offrendo al pubblico uno sguardo profondo sull’umano attraverso linguaggi molteplici, intimi e universali.

Il 7 luglio si apre con Una notte di Arturo Benedetti Michelangeli (con i suoi fantasmi), in scena al Teatro Mercadante, scritto e diretto da Giovanni Greco. Un omaggio lirico e spirituale al celebre pianista, interpretato da Moni Ovadia, che, nel suo esilio svizzero, si confronta idealmente con Chopin, Mozart, Beethoven, Ravel e Rachmaninoff, evocati come presenze reali nella sua solitudine creativa. In parallelo, al Teatro Nuovo, Dalal Suleiman presenta Reminiscenze, performance intensa e musicale, mentre ai Bipiani di Ponticelli continua l’esperienza corale di #Foodistribution – La foglia d’oro, progetto comunitario firmato Davide Scognamiglio, Daniele Ciprì e Adriana Follieri. La serata si chiude al Giardino Romantico con il djset di Irene Ferrara.

L’8 luglio è il tempo del buio interiore. Il volto di Otello, diretto da Gina Merulla, con Mamadou Dioume e Fabrizio Ferrari, porta sul palco del Mercadante la metamorfosi del mostro che ci abita, raccontando una Desdemona ridotta a eco e un Otello che riflette la nostra condizione contemporanea. Alla Sala Assoli va in scena Il purgatorio dei viventi di Silvio Perrella, con Anna e Clara Bocchino dirette da Ettore Nigro: elogio del tempo e della fragilità umana, intreccio di parole grigie e carezzevoli. Al Teatro Tedér, invece, Il corpo del tempo di e con Anna Dego e Anna Stante, ispirato ai saggi di Byung-Chul Han, esplora la materia invisibile del tempo con una poetica danza della memoria. In chiusura, il concerto jazz di Emilia Zamuner & Massimo Moriconi.

Il 9 luglio è dominato da figure tragiche, intellettuali e visionarie. Alla Villa Campolieto di Ercolano debutta Edipo Re di Sofocle, riscritto da Gianni Garrera e diretto da Luca De Fusco: una narrazione psicologica e drammatica, con Luca Lazzareschi nel ruolo di Edipo, Tiresia, servo e nunzio. Nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, Roberta Lidia De Stefano incanta con Hotel Dalida, dove una reporter prigioniera, ispirata a Marie Colvin, si aggrappa alle canzoni della celebre interprete per non crollare. Al Teatro Nuovo, il genio visionario di Nikola Tesla rivive nello spettacolo di Max Mazzotta, che denuncia le utopie mancate e gli effetti collaterali del progresso incontrollato. Al Teatro Tedér prende forma anche Il corpo presente, progetto coreografico di Arcadie Rusu con Giulia Amodio, mentre la sezione Cinema ospita Si dice di me di Isabella Mari, racconto di emancipazione al femminile con protagoniste le donne del laboratorio di Marina Rippa. Chiude la giornata il djset Zona de Frontera, con ingresso gratuito su prenotazione.

Il Campania Teatro Festival, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano, si conferma uno degli eventi culturali più ricchi e significativi d’Italia, grazie anche al sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura. Un festival che mette in scena l’anima contemporanea del teatro, mescolando grandi nomi, comunità, ricerca e visione.

www.campaniateatrofestival.it

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(foto di Tommaso Vitiello, Violetta Canitano, Gianni Infusino e altri fornite dall’Ufficio stampa del Campania Teatro Festival in allegato ai comunicati)

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