Campania Teatro Festival, il cuore dell’estate: Elsa Morante e Bergonzoni, futbol e filosofia del vivere
Il Campania Teatro Festival 2025 entra nel vivo con due giornate dense di emozioni, pensiero e visioni sceniche, offrendo al pubblico campano e ai tanti spettatori giunti da fuori una doppia occasione di immersione nel teatro contemporaneo tra drammaturgia civile, sperimentazione poetica, letteratura e musica. Il 25 e 26 giugno il calendario si arricchisce di appuntamenti imperdibili, in un percorso coerente che intreccia memoria, identità, parola e corpo. Dal ritorno di Alessandro Bergonzoni a dieci anni dall’ultima esibizione napoletana, fino alla rivisitazione potente e corale de La Storia di Elsa Morante con la regia di Fausto Cabra, passando per le figure femminili dei Promessi Sposi reinterpretate da Eleonora Mazzoni, lo spettacolo intimo di Rubidori Manshaft, la poesia calcistica di Peppe Servillo, le riflessioni sulla morte e sul tempo di Lucilla Mininno, e i monologhi dell’isolamento contemporaneo firmati da Darioush Forooghi.
Martedì 25 giugno alle 19 il Giardino Romantico di Palazzo Reale accoglie Alessandro Bergonzoni per un evento atteso da oltre un decennio: un’ora e mezza di parole che diventano sculture sonore, corpo e carne del pensiero, tra giochi linguistici e riflessioni metafisiche. Il pubblico sarà guidato in un’esperienza che supera i confini del teatro tradizionale, dove la poesia si fa “manutenzione dell’ignoto”, nel segno di una comicità vertiginosa e di un lessico che sfida ogni grammatica dell’ovvio. Alla stessa ora, nel Teatro Politeama, torna in replica Titizè della Compagnia Finzi Pasca, mentre alle 20 al Teatro Nuovo sarà possibile assistere a Misurare il salto delle rane, intenso e ironico lavoro della Carrozzeria Orfeo che riflette sulle fragilità generazionali e sulle derive della modernità.
Alle 21, al Teatro Mercadante, debutta Alcune cose da mettere in ordine, vincitore del Festival di Lugano 2023, scritto da Rubidori Manshaft e Angela Dematté, interpretato da Roberta Bosetti e Giacomo Toccaceli. Un testo nato da esperienze reali nelle case di cura, che racconta il viaggio interiore di una donna oltre i sessant’anni. Tra memorie, sogni e disillusioni, il tentativo di rimettere a posto i tasselli di un’esistenza, per non smarrire la dimensione umana in un mondo che disimpara il tempo. Uno spettacolo di rara intensità, che si replica il giorno dopo, mercoledì 26 giugno, alle 19, sempre al Mercadante.
Sempre martedì alle 21, nella Sala Assoli, Eleonora Mazzoni porta in scena Geltrude, Lucia e le altre, ispirato al suo romanzo Il cuore è un guazzabuglio e costruito intorno alle figure femminili del capolavoro manzoniano. Con la regia di Simonetta Solder e la voce fuori campo di Lino Guanciale, lo spettacolo ribalta l’immagine scolastica e immobile di Alessandro Manzoni, rivelandone la modernità, la vitalità intellettuale, la sensibilità verso le donne e l’audacia formale. Un ritratto inedito, intimo, ironico, che si muove tra epistolari, romanzi e memorie.
Alle 21, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, prende il via la sezione Sportopera, diretta da Claudio Di Palma e Vesuvioteatro, con Fùtbol, spettacolo-concerto con Peppe Servillo e Natalio Mangalavite ispirato alla raccolta Fùtbol – Storie di calcio di Osvaldo Soriano. Una performance poetica e musicale sul calcio come metafora della vita: gioia, sconfitta, spirito di squadra, passione e solitudine si intrecciano in una lettura ritmica e viscerale, dove il pallone diventa specchio dell’umano.
Alle 22, al Tedér, va in scena Il passo di e con Darioush Forooghi, con Barbara Lauletta. Un uomo vive chiuso in casa, isolato e incapace di uscire da sé. Una parabola sull’autosabotaggio e l’alienazione, sulla paralisi della volontà, in un mondo che amplifica le distanze e soffoca le emozioni. Il giorno dopo, mercoledì 26 giugno, sempre al Tedér ma alle 22, Sigillo Play di Lucilla Mininno affronta l’enigma della morte e la crisi della narrazione collettiva, partendo dall’epopea di Gilgameš fino a Il settimo sigillo di Ingmar Bergman. In scena con la regista, Francesco Godina, Francesco Zecca, Malvina Ruggiano e Giovanni La Fauci, per una riflessione profonda sull’assenza di senso e sulla smaterializzazione della coscienza.
La grande protagonista del 26 giugno è però La Storia di Elsa Morante, in scena alle 21 al Teatro Sannazaro con regia di Fausto Cabra. Una produzione del Franco Parenti di Milano in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e il Campania Teatro Festival, che riporta sul palco la vicenda di Iduzza, dei figli Nino e Useppe, e di un’umanità travolta dagli ingranaggi della Storia. La drammaturgia di Marco Archetti restituisce con potenza e modernità l’attualità sconvolgente del romanzo. In scena Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa. Replica il 27 alle 19.
Il dopofestival prosegue in entrambe le serate nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: il 25 con il DJ set di Zona di Frontera, il 26 con il concerto Anna and Vulkan, a partire dalle 19. Tutti gli eventi sono a cura di Drop Eventi, con servizio bar e ambientazione musicale per rilassarsi dopo lo spettacolo.
I biglietti per assistere agli spettacoli hanno un costo compreso tra i 5 e gli 8 euro, con ingresso gratuito per i diversamente abili con accompagnatore e per i pensionati titolari di assegno sociale. Tutte le modalità per richiedere l’ingresso gratuito e prenotare sono disponibili sul sito ufficiale www.campaniateatrofestival.it.
Il Campania Teatro Festival, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano, è realizzato con il contributo della Regione Campania e del Ministero della Cultura, e si conferma come uno degli appuntamenti più densi e autorevoli dell’estate culturale italiana. Un laboratorio vivo dove si intrecciano parola, corpo, musica e pensiero. Un invito a perdersi e ritrovarsi nel teatro, per due giorni che non sono solo spettacolo, ma esperienza.
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(foto fornite da Ufficio stampa Campania Teatro Festival)







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