Corrado Gala ritrova l’Amerigo Vespucci: 45 anni dopo, la storia del nostromo custode del mito
Corrado Gala torna a bordo dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare Italiana, esattamente 45 anni dopo il suo primo imbarco avvenuto il 12 maggio 1980. Allora aveva solo 17 anni e lasciava la Sardegna per la prima volta, diretto a Napoli, dove il veliero lo accolse con la sua imponenza leggendaria. Oggi, a 62 anni, sarà di nuovo lì il 13 maggio 2025, questa volta in veste di responsabile del personale e del cantiere che ha eseguito la manutenzione straordinaria dell’imbarcazione più bella del mondo.
Il legame tra Gala e il Vespucci è fatto di nodi, vele, mari attraversati e insegnamenti trasmessi a centinaia di allievi ufficiali dell’Accademia Navale. Per 24 anni è stato a bordo come nostromo, vivendo momenti indimenticabili come la storica circumnavigazione del globo nel 2002: Acapulco, San Diego, Auckland, Tahiti, il passaggio nel Canale di Panama, il cappello da messicano in un’osteria per festeggiare la nascita della figlia. Ogni porto, ogni vela issata, ogni ordine gridato sul ponte ha costruito la memoria di un uomo che oggi torna a bordo “per scrutare l’orizzonte da prua”, come confessa con emozione.
Nel 2019, proprio Corrado Gala è stato chiamato a sovrintendere i delicati lavori di refitting della nave presso Piloda Shipyard, divisione cantieristica del Piloda Group, che ha restituito piena efficienza operativa e splendore al veliero varato nel 1931 a Castellammare di Stabia. La ristrutturazione ha incluso il completo smontaggio e ripristino degli alberi maestro e di mezzana, il rifacimento delle sartie e numerosi lavori strutturali di altissimo profilo tecnico. Un’opera di precisione e dedizione, frutto dell’eccellenza italiana nel settore navale.
A raccontare il valore dell’intervento è anche Roberto Spina, direttore commerciale di Piloda Shipyard, cresciuto tra le vele della Lega Navale e oggi punto di riferimento per la cantieristica militare. Con 109 progetti completati per la Marina Militare e un curriculum velico di livello internazionale, Spina ha partecipato nel 1997-98 a un memorabile trasferimento proprio sul Vespucci, rafforzando un legame che oggi diventa anche impresa e innovazione.
Il contributo del Gruppo Piloda non si limita alla manutenzione delle navi storiche. L’azienda, con oltre 280 dipendenti attivi tra i cantieri di Brindisi, Napoli e Torre Annunziata, è anche partner dell’associazione Scugnizzi a Vela, che promuove l’inclusione sociale e la formazione dei minori in area penale attraverso la vela. Dopo il restauro della nave scuola Matteo Caracciolini, Piloda ha avviato il recupero di un palischermo a remi degli anni ’50, appartenuto proprio all’Amerigo Vespucci. Un’imbarcazione lunga 8,50 metri, con due alberi e cinque coppie di remi: una memoria di legno e sale, ora strumento educativo per costruire nuovi futuri.
Con il suo scafo nero e le strisce bianche che ricordano una batteria di cannoni, l’Amerigo Vespucci continua a incarnare i valori della Marina, il fascino della marineria d’altri tempi e la capacità tutta italiana di coniugare tradizione, bellezza e innovazione. A Napoli, dal 13 al 16 maggio 2025, tornerà a essere non solo attrazione per appassionati e turisti, ma simbolo vivo di una storia che si rinnova. Come quella di Corrado Gala, il ragazzo diventato nostromo, il marinaio diventato custode di un mito.
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