Trent’anni di Corvino+Multari: l’architettura come dialogo civile alla Festa dell’Architettura di Napoli
Una vera e propria celebrazione dell’architettura, quella andata in scena a Villa Pignatelli con oltre 500 presenze per rendere omaggio ai trent’anni di attività dello studio Corvino + Multari, fondato dagli architetti Vincenzo Corvino e Giovanni Multari. L’occasione è stata la presentazione della monografia “Corvino + Multari – L’architettura dialoga con la città” (Marsilio Arte), distribuita anche alla Biennale di Architettura di Venezia. Curato da Pierre Alain Croset, il volume bilingue racconta in forma dialogica, lungo oltre 300 pagine, il percorso etico e progettuale di uno studio che ha lasciato tracce profonde nel panorama nazionale e internazionale. Dalla copertura dei binari di Porta Nolana a Napoli, prossimo grande progetto, ai lavori in corso a Capodimonte, fino a Zurigo, Nairobi e altre città europee, la cifra del duo napoletano è una architettura pensata come gesto consapevole, civile, mai autoreferenziale.
In prima fila alla presentazione, il mondo dell’architettura, delle istituzioni e della cultura: da Bruno Discepolo, assessore regionale all’urbanistica, alla Presidente del Tribunale Elisabetta Garzo, passando per Giorgio Ventre della Apple Academy, Chiara Marciano, assessora al Comune, e personalità come Sylvain Bellenger, Antonio Bassolino, Francesca Molteni e Sergio Fermariello. Con la conduzione di Chiara del Gaudio, sono intervenuti autorevoli accademici come Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro, Ferruccio Izzo e lo stesso Croset.
Corvino e Multari, che hanno iniziato la loro carriera come assistenti del professore Alberto Izzo e cultori della materia all’Università Federico II, hanno maturato uno stile che intreccia rigore, memoria e innovazione. Autori di opere simbolo come il restauro del Grattacielo Pirelli (2006), il recupero dell’ex ospedale militare di Catanzaro, e progetti premiati alla Biennale di Venezia, sono noti per la costante attenzione al contesto urbano e sociale. La loro visione si fonda su un’idea forte: progettare è un gesto critico e condiviso. Come spiega Vincenzo Corvino, ogni disegno è “atto di controllo e di libertà”, e costruire “significa assumersi una responsabilità civile”. Per Giovanni Multari, invece, l’ascolto del territorio e delle persone è il primo banco di prova della responsabilità progettuale. Il loro studio, con sede ai Ponti Rossi (ex manifattura di porcellane), è oggi riferimento internazionale: progetti in mostra da New York a Varsavia, collaborazioni con artisti come Mimmo Paladino, Lello Esposito, Nino Longobardi, premi da Casalgrande Padana a The Plan Awards e un’identità architettonica capace di trasformare vincoli e complessità in nuove possibilità urbane.
Un anniversario che non è solo bilancio, ma spinta al futuro, tra rigenerazioni urbane, nuove ambasciate, stazioni, scuole e chiese: sempre nel segno di un’architettura che, come recita il titolo del volume, sa dialogare con la città, senza mai alzare la voce.
#CorvinoMultari #ArchitetturaNapoli #FestaArchitettura #MarsilioArte #BiennaleArchitettura #VillaPignatelli #RestauroPirelli #Capodimonte #ArchitetturaContemporanea #Napoli
Instagram: @marsilioarte @comunedinapoli @villapignatelliofficina @biennalearchitettura @ordinearchitettinapoli @universita_federico_ii @appleacademyfederico2 @francescamolteni_official
Facebook: @marsilioarte @ComuneDiNapoli @VillaPignatelliUfficiale @BiennaleArchitettura @OrdineArchitettiNapoli @UniversitaFedericoII @AppleAcademyFederico2 @FrancescaMolteniOfficial
marsilioarte.it
corvinomultari.com




(foto fornite dall’Ufficio stampa desireeklain@gmail.com / courtesy by Corvino e Multari)
Share this content:


