Giovani e legalità: a Sorrento il convegno di AdAstra Campania con voci della lotta alle mafie
di Ciro Stallo
Giovedì 8 maggio, presso la sala consiliare del Palazzo Municipale di Sorrento, si è svolto il convegno “Il ruolo dei giovani nella lotta alle mafie”, promosso dall’associazione AdAstra Campania, che ha scelto il cuore della penisola sorrentina per un incontro dal forte valore civile e simbolico. La manifestazione ha visto una significativa partecipazione di studenti, docenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, offrendo un prezioso momento di riflessione collettiva sul tema della legalità e del protagonismo giovanile nella costruzione di una società libera dalle mafie.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco di Sorrento Massimo Coppola, del vicesindaco Paolo Pane, del presidente di AdAstra Campania Andrea Santoro e di Lucia Cerullo, rappresentante del Consorzio Ad Astra Innovazione e Sviluppo, che hanno sottolineato l’importanza di promuovere percorsi educativi che rafforzino il senso civico e l’impegno sociale delle nuove generazioni.

Momento centrale e profondamente toccante è stata la testimonianza dei genitori di Francesco Pio Maimone, giovane vittima innocente della camorra, la cui tragica scomparsa ha lasciato un segno indelebile nella coscienza collettiva. Le loro parole hanno richiamato l’urgenza di non restare indifferenti e di trasformare il dolore in azione, memoria e responsabilità.
Il convegno ha visto la partecipazione di figure autorevoli nel contrasto alle mafie, come Nicola Donadio, referente nazionale del SIULP Funzionari e Dirigenti della Polizia di Stato, Antonio Galante, capo del Centro Operativo DIA di Napoli, e Giuseppe Cimmarotta, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno illustrato le sfide quotidiane nella lotta alla criminalità organizzata, evidenziando l’importanza del coinvolgimento attivo dei giovani nella cultura della legalità.
Fondamentale anche il contributo del mondo dell’informazione, rappresentato da Vincenzo Iurillo, giornalista da sempre impegnato nel racconto dei fenomeni mafiosi, e da Mimmo Rubio, delegato del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania – FNSI, che ha ribadito il ruolo cruciale della stampa libera e coraggiosa nel denunciare le infiltrazioni criminali e nel raccontare la verità.
L’approccio sociologico è stato affidato all’intervento di Sergio Mantile, che ha sottolineato come le mafie si nutrono del silenzio e del vuoto educativo, mentre la partecipazione, la conoscenza e la solidarietà sociale rappresentano gli antidoti più efficaci per contrastarle. Centrale anche la presenza della scuola, con gli interventi delle docenti Lucrezia Trovato, Emanuela Rajola e della preside in congedo Nora Rizzi, impegnata da anni nella promozione della legalità tra i giovani attraverso progetti educativi e attività di sensibilizzazione.
A chiudere i lavori è stato Monsignor Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, che ha lasciato un messaggio di speranza, ricordando come la legalità sia un cammino da percorrere insieme, fatto di ascolto, corresponsabilità e piccoli gesti quotidiani capaci di generare cambiamento.
Curato da Sandro Cardano e Leonardo Christian Tramontano, con la moderazione del giornalista Antonino Siniscalchi, il convegno ha rappresentato un punto di incontro autentico tra generazioni, competenze e storie diverse, unite dalla volontà di costruire un futuro più giusto e consapevole.
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