Vite infrante, 50° della strage Flobert a Sant’Anastasia: spettacolo per non dimenticare

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Vite infrante, 50° della strage Flobert a Sant’Anastasia: spettacolo per non dimenticare

Il ricordo non si spegne. Il dolore, invece, si trasforma: da tragedia a teatro, da perdita a memoria collettiva. Cinquant’anni dopo l’esplosione della fabbrica Flobert di Sant’Anastasia, che l’11 aprile 1975 strappò alla vita dodici giovani operai e segnò per sempre la storia del paese vesuviano, va in scena lo spettacolo “Vite infrante”, un evento artistico e civile a metà tra teatro e musica, scritto e diretto da Fioravante Rea insieme a Agostino Chiummariello (attore noto per il ruolo di agente nella serie “Mare fuori”).

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Le musiche originali sono firmate dal compositore e cantautore Carlo Faiello, una delle voci più autentiche della tradizione musicale napoletana. L’iniziativa è a cura della Fondazione Il Canto di Virgilio, da sempre impegnata nella promozione della cultura come strumento di educazione civile e storica.

L’appuntamento è per venerdì 11 aprile 2025 al Cinema Metropolitan di Sant’Anastasia, lo stesso giorno e luogo in cui, cinquant’anni fa, alle 13.24, una scintilla provocò l’inferno nella fabbrica di giocattoli e proiettili da lanciarazzi, in contrada Romani. Due le rappresentazioni previste: la mattina alle ore 10.00 per le scuole di Sant’Anastasia, Marigliano e Somma Vesuviana, e la sera alle ore 20.00, aperta al pubblico con ingresso gratuito tramite invito (da ritirare presso la sede ANPI di Sant’Anastasia e le associazioni territoriali aderenti).

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Disegno del premio Nobel Dario Fo per Ciro Liguoro

Al centro dello spettacolo c’è la voce di Ciro Liguoro, unico sopravvissuto a quella tragedia. All’epoca appena assunto, era al suo quinto giorno di lavoro quando la fabbrica saltò in aria. Il suo racconto – raccolto da Rea e portato in scena con un linguaggio che mescola il napoletano e l’italiano – è un atto di denuncia e di amore per la verità. Liguoro ha trasformato il trauma in un impegno continuo per la promozione della sicurezza sul lavoro, raccontando nelle scuole, nei teatri e negli incontri civici, cosa significhi sopravvivere a una strage e convivere con la memoria.

Lo spettacolo è un’immersione in quegli anni Settanta, tra boom economico e lotte operaie, ma soprattutto è una riflessione amara e necessaria sull’oggi, in un’Italia che ancora oggi conta oltre mille morti l’anno nei luoghi di lavoro. Come ricordava il magistrato Bruno Giordano, ex direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro: “La colpa non è di chi muore, ma di chi doveva proteggere.”

A fare da colonna sonora alla serata, anche l’eco delle strofe scritte dal Gruppo Operaio ‘E Zézi, che dopo la tragedia cantò la rabbia popolare in versi divenuti simbolo: “Viernarì unnice aprile / ‘a Sant’Anastasia / nu tratto ‘nu rummore / sentiett’ e che paura…”

“Vite infrante” non è solo uno spettacolo, ma un grido collettivo, una veglia laica contro l’oblio. È teatro civile che non vuole intrattenere, ma risvegliare. È la storia di dodici vite spezzate in un istante e della responsabilità, oggi più che mai, di pretendere dignità e sicurezza sul lavoro.

Fondazione Il Canto di Virgilio
ANPI Sant’Anastasia

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(foto di archivio fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

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