I Campi Flegrei dopo il terremoto di magnitudo 4.4 del 13 marzo: lo stato della caldera
Alle ore 01:25 del 13 marzo 2025, un terremoto di magnitudo 4.4 ± 0.3 ha colpito l’area dei Campi Flegrei, con epicentro nei pressi della costa su via Napoli, Pozzuoli, a una profondità di 2.5 km. Il sisma è stato avvertito distintamente anche nella città di Napoli, a causa della sua significativa accelerazione al suolo, come evidenziato dalla mappa di scuotimento ufficiale.
Questo evento sismico è tra i più energetici mai registrati nell’area da quando è attivo il sistema di monitoraggio strumentale. Inoltre, si verifica in un momento in cui la velocità di sollevamento del suolo nell’area di massima deformazione è aumentata a circa 3 cm/mese, come riportato nel Bollettino di Sorveglianza Settimanale dei Campi Flegrei.
Monitoraggio e rischio eruttivo
Il sistema di monitoraggio multiparametrico continuo dell’INGV-Osservatorio Vesuviano ha rilevato variazioni di alcuni parametri, come la deformazione del suolo e l’aumento dell’emissione di CO2, ma non mostra evidenze dell’imminenza di un’eruzione vulcanica. Tuttavia, gli esperti sottolineano la necessità di mantenere alta l’attenzione e di adottare misure per mitigare i rischi legati alla crescente attività sismica.
Per il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito, “la scossa ci ha confermato che il processo di sollevamento e sismicità sta continuando in modo sostenuto. Dobbiamo imparare a convivere con questo fenomeno adottando tutte le azioni necessarie per ridurre i rischi. Non dobbiamo avere paura, ma seguire i canali ufficiali di informazione e partecipare alle esercitazioni di sicurezza.”
Secondo Di Vito, la sismicità intensa era attesa e potrebbero verificarsi altri eventi simili, ma non ci sono segnali di una risalita magmatica. Di conseguenza, non è previsto un aumento del livello di allerta vulcanica. L’esperto ha anche invitato la popolazione a non congestionare le strade con le auto, per consentire un rapido intervento dei soccorsi in caso di emergenza.
L’evoluzione del fenomeno bradisismico
Il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei è noto da secoli e ha registrato fasi di intensa attività negli anni ’50, ’70 e ’80. Attualmente, la deformazione complessiva del suolo ha raggiunto 140 cm dal 2005, rispetto ai 185 cm registrati tra il 1982 e il 1984. Tuttavia, i metodi di rilevazione odierni consentono un monitoraggio molto più preciso rispetto al passato.
“L’aumento della velocità di sollevamento del suolo non consente previsioni certe – conclude Di Vito –, ma indica chiaramente che il fenomeno è in atto con un’intensità sostenuta. Il monitoraggio costante e l’attenzione alla sicurezza rimangono fondamentali.”
INGV – Osservatorio Vesuviano
Bollettino settimanale Campi Flegrei
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(in copertina: Mappa di scuotimento dell’evento Md 4.4 del 13 marzo 2025 – fonte INGV)
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