‘Capodimonte, l’arte, la memoria’: dialogo e narrazione per riflettere sulle atrocità della Shoah

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‘Capodimonte, l’arte, la memoria’: dialogo e narrazione per riflettere sulle atrocità della Shoah

“Capodimonte, l’arte, la memoria” è un momento di straordinaria importanza culturale e storica, promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte in occasione del Giorno della Memoria delle Vittime dell’Olocausto. In passato, il Museo ha ospitato eventi simili, come una mostra temporanea dedicata alle opere d’arte trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale, accompagnata da conferenze di storici dell’arte e testimonianze di esperti sulla restituzione dei beni culturali. L’evento, in programma per giovedì 23 gennaio, mira a sensibilizzare studenti e visitatori attraverso il dialogo e la narrazione artistica, in un contesto che invita alla riflessione sulle atrocità della Shoah e sulla necessità di mantenere viva la memoria storica.

“Nel museo, luogo della memoria per eccellenza – dichiara il direttore Eike Schmidt – promuovere il dialogo con i giovani sui temi della Shoah e dell’antisemitismo è parte fondamentale della nostra missione. Alcuni capolavori di Capodimonte raccontano una delle storie più celebri dell’arte trafugata dai nazisti”. Per coinvolgere i giovani, il museo ha pianificato laboratori interattivi sull’arte trafugata e la sua restituzione, e ha avviato collaborazioni con scuole locali per approfondire la storia attraverso visite guidate tematiche e progetti di ricerca. Questa prospettiva evidenzia il ruolo dell’arte non solo come testimone del passato, ma anche come strumento educativo e di consapevolezza.

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La giornata è strutturata in due momenti distinti. Alle ore 9:30, nella Sala 20, gli studenti dell’Istituto superiore Giovanni Caselli, situato nel Real Bosco, avranno l’opportunità di incontrare Roberto Modiano, rappresentante di spicco della Comunità ebraica napoletana. Modiano, figlio di Guido (Kikko) Modiano, costretto ai lavori forzati dal regime fascista, e di Luna Ergas, confinata nel campo di detenzione per ebrei di Ferramonti in Tarsia, offrirà una testimonianza diretta sul dramma delle persecuzioni. L’incontro avrà una durata di circa 90 minuti e prevede uno spazio dedicato alle domande degli studenti, favorendo un dialogo interattivo e partecipativo. Questo dialogo con un testimone di seconda generazione rappresenta un’occasione unica per comprendere il peso della storia attraverso un racconto personale.

A partire dalle ore 11:00, nella Sala Capolavori, saranno organizzate due visite guidate gratuite curate dall’Ufficio Accoglienza del Museo. Durante le visite, verranno approfondite le vicende di alcuni capolavori iconici come Antea del Parmigianino e la Danae di Tiziano, opere trafugate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi dipinti, oltre al loro valore artistico, sono simboli delle drammatiche vicende legate al saccheggio nazista, con storie che intrecciano arte, potere e conflitti.

Il percorso narrativo evidenzierà come, durante la guerra, molte opere dei musei napoletani furono trasferite a Montecassino per essere protette, ma successivamente rastrellate dai tedeschi e inviate a Berlino. Tra queste, oltre ad Antea e Danae, vi era anche La parabola dei ciechi di Bruegel. La Danae di Tiziano, in particolare, sembra fosse destinata alla camera da letto di Göring come dono di compleanno. Quando la guerra volse al termine, queste opere furono nascoste nelle miniere di salgemma di Altaussee, vicino a Salisburgo, per evitarne la distruzione.

Grazie all’intervento dei Monuments Men americani, un’unità speciale di esperti d’arte creata durante la Seconda Guerra Mondiale per proteggere e recuperare il patrimonio culturale, e all’impegno di Rodolfo Siviero, le opere furono recuperate e restituite all’Italia. I Monuments Men operarono in teatri di guerra su scala globale, localizzando e salvaguardando opere nascoste in rifugi come le miniere di salgemma di Altaussee. Il 13 agosto 1947 segnò il ritorno in patria di questi capolavori, un evento che simbolicamente sancì la vittoria della cultura sulla barbarie. Siviero, noto come “l’agente segreto dell’arte italiana”, continuò a lavorare instancabilmente per recuperare altre opere trafugate, tra cui Santa Cecilia di Bernardo Cavallino, assegnata a Capodimonte nel 1984.

A completare l’iniziativa, i partecipanti potranno ascoltare i podcast della serie Trafug’Arte di John Pedeferri, prodotti da SkyTg24, che approfondiscono la storia di queste opere trafugate. I podcast, in formato narrativo e arricchiti da interviste con esperti e storici dell’arte, offrono una prospettiva coinvolgente sulle vicende legate al trafugamento e alla restituzione delle opere. Il primo episodio, dedicato ad Antea, sarà disponibile dal 24 gennaio, mentre il secondo, incentrato su Danae, sarà pubblicato due settimane dopo, consentendo un ulteriore approfondimento delle storie narrate durante l’evento.

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