La Radio compie 100 anni ma è il media più giovane che esista

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La Radio compie 100 anni ma è il media più giovane che esista

Sono tutti d’accordo i relatori, esperti del settore, che hanno preso parte al convegno Suoni e visioni della Radio 2024: 100 anni di emozione tra passato, presente e futuro, svoltosi nella suggestiva cornice del complesso federiciano di San Marcellino. L’evento ha celebrato l’adattabilità e la vitalità della radio come medium, capace di attraversare decenni e generazioni.

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La professoressa Dora Gambardella, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha aperto i lavori con i saluti istituzionali. A seguire, Rosario Alfredo Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni, Mihaela Gavrila, professoressa di Entertainment and Television Studies all’Università di Roma “La Sapienza”, e Savino Zaba, autore e conduttore radiofonico RAI, hanno affrontato il tema del futuro della radio. “La radio è il medium più antico, ma anche il più capace di trasformarsi,” ha dichiarato Lello Savonardo, coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, sociale e politica della Federico II. “Si adatta al tempo e resta centrale nelle comunicazioni grazie alla sua capacità di far emergere l’umanità della voce”.

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Un panel dedicato agli studenti ha avuto come protagonisti gli speaker del laboratorio radiofonico universitario F2RadioLab. Attraverso il tema F2 Radio Lab. Un futuro con una lunga tradizione, hanno raccontato la storia della “radio degli studenti per gli studenti,” illustrando il ricco palinsesto e i successi ottenuti nel tempo.

Rosario Alfredo Donato ha evidenziato l’importanza dell’audience radiofonica: “I dati economici del settore e gli ascolti sono incoraggianti. C’è un pubblico affezionato che resiste nel tempo, e l’incontro con i giovani universitari rappresenta un investimento per il futuro della radio”. Anche Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Televisioni, ha ribadito: “La radio è insostituibile come mezzo di informazione immediata, e ha bisogno di professionisti che garantiscano qualità”. Sul futuro, ha auspicato l’adattamento alle nuove tecnologie per mantenerla attuale e accessibile.

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Un videomessaggio del conduttore Carlo Conti ha emozionato il pubblico. “La radio è il mio primo grande amore. Nessuno ucciderà mai la stella della radio. Investite sulla radio: è ieri, oggi e domani”, ha affermato, sottolineando l’importanza di credere e investire nel mezzo radiofonico.

Antonio Parlati, direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli, ha raccontato i progetti innovativi della sede partenopea, sottolineando il valore della nuova radio digitale DAB dedicata alla tradizione musicale napoletana e alle nuove generazioni. “Abbiamo creato un canale che guarda alle nostre radici e al futuro, un modo per preservare e rinnovare la nostra cultura musicale,” ha spiegato Parlati.

Questi interventi hanno evidenziato la vitalità della radio, un medium che, pur celebrando il suo centenario, si dimostra capace di guardare al futuro con rinnovata energia e spirito innovativo.

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