Fondazione Morra: chiude ‘L’Incantesimo della Soglia’ 2024, viaggio musicale e concettuale

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Fondazione Morra: chiude ‘L’Incantesimo della Soglia’ 2024, viaggio musicale e concettuale

S’è appena chiusa l’edizione 2024 della rassegna “L’Incantesimo della soglia”, il cui nome deriva da una frase di Benjamin, laddove la soglia rappresenta l’accesso desiderante in grado di trasformare colui che passa sotto la sua volta. Anche quest’anno, sotto gli auspici della Fondazione Morra, musicisti, studiosi, autori si sono incontrati per due giorni di performances e riflessioni all’impronta di alcuni temi conduttori, amori concettuali raggruppati in costellazioni di senso. Omaggi a Giacinto Scelsi, Dino Campana, Aldo Braibanti, Luciano Cilio. Partecipazione di pianisti e performer d’impatto. Sulle tracce del mistero del suono, e del suono al centro della ricerca.

Così si sono susseguiti i dibatti sul tema della felicità e del panico nell’attuale società distopica: Giuseppe Morra e Girolamo De Simone hanno dialogato con Giulio de Martino sul suo libro “Lo spettatore turbato”, edito da Mimesis. A seguire, un progetto ideato appositamente per gli spazi di Palazzo Cassano Ayerbo, con Andrea Riccio e Antonio Coccia che ne hanno letteralmente animato gli spazi con l’intreccio dialogante tra voce e pianoforte.

Andrea Riccio, al pianoforte, si è prodotto in una inedita improvvisazione sul pianoforte Steinway (fornito dalla Ditta Alberto Napolitano) preparato e ‘trattato’ in modo da produrre risonanze e suoni non convenzionali, alternandovi musiche di György Kurtág, De Simone, e altri. Antonio Coccia, ha offerto il suo omaggio al poeta Dino Campana nei 110 anni dalla pubblicazione dei “Canti orfici”. Coccia, muovendosi nelle sale del Museo, e sussurrando frasi all’orecchio degli spettatori, spezzettando le celebri liriche di Campana, o frontalmente, in modo tradizionale, si è infine affiancato al pianista eseguendo con lui un brano a quattro mani di Morton Feldman.

Nel secondo giorno, le sorprese non sono finite: il pianista/compositore Domenico Di Francia ha proposto in prima assoluta un importante lavoro pianistico di Lorenzo Pone intitolato “… o dell’eterna vibrazione”. Il brano dialoga con la musica spettrale, sulla scia degli studi da concerto tipici della tradizione pianistica, creando un alveo sonoro particolarissimo: un omaggio alle atmosfere di Giacinto Scelsi. Di Francia ha poi proposto un suo interessante omaggio a John Cage, per pianoforte preparato.

La parte dialogante della giornata ha visto il giornalista Michele Bovi incontrare il pubblico napoletano sul tema dei plagi musicali, facendo ascoltare testimonianze video di autori come Morricone, Paoli e altri. Il suo libro “Anche Mozart copiava e plagiava i Beatles” (Minerva) è stato oggetto di interessanti interventi.

A seguire, altra prima assoluta: l’esecuzione da parte di Giuseppe Castaldo de “Le Fils des Étoliles” di Erik Satie, in una versione inedita tratta dal manoscritto rielaborata da Girolamo De Simone. Castaldo ha poi eseguito la Quarta Sonata di Luciano Cilio.

I due giorni di performances, studio e formazione sono stati chiusi con successo dal pianista Alessandro Silvestro, vero poeta del suono. Per chi non ha potuto esserci, la factory musicale Konsequenz elaborerà un docufilm sugli eventi, pubblicandolo – come in altre occasioni – sul suo sito proprietario www.incantesimodellasoglia.com

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