Con Agrorinasce e DAC nel bene confiscato alla camorra un incubatore per startup innovative
A San Cipriano d’Aversa, nel cuore dell’Agro Aversano, un simbolo del potere criminale si trasforma in un motore di innovazione e sviluppo. Grazie a un accordo tra Agrorinasce e il Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), nascerà il primo incubatore ad alta tecnologia in Italia realizzato in un bene confiscato alla camorra. Il complesso, appartenuto alla famiglia Zagaria, diventerà un polo per la formazione, la ricerca e la creazione di impresa giovanile e sociale.
Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito del POC Legalità 2014-2020, rappresenta una svolta nella gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata: non più semplici presidi sociali, ma centri produttivi e innovativi capaci di generare economia e lavoro. Le due ville gemelle del complesso saranno destinate a un’agenzia per il lavoro giovanile e a spazi di coworking, mentre la villa principale ospiterà la nuova sede operativa di Agrorinasce, con sale per la formazione e servizi alle imprese. Gli spazi esterni includeranno una piazza pubblica, aree verdi e un campo di calcetto, che fungerà anche da area di addestramento per droni civili.
Grazie alla collaborazione con il DAC, il progetto aprirà nuove prospettive nei settori aerospaziale e tecnologico. È prevista la nascita di un laboratorio di ricerca elettronica e di corsi per la formazione di piloti di droni destinati ad applicazioni civili e ambientali, in sinergia con RINA Services, partner tecnico dell’iniziativa.
Il presidente del DAC, Luigi Carrino, ha sottolineato la portata simbolica dell’accordo: «A pochi chilometri da qui sorge il CIRA, un’eccellenza mondiale nel test di navicelle spaziali in condizioni estreme. Mettere in sinergia questo patrimonio con un bene confiscato è un segnale fortissimo. Per la prima volta in Italia, un bene sottratto alla criminalità sarà destinato a un progetto aeronautico e spaziale».
Il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, ha parlato di “una giornata storica” per il territorio: «Restituire alla comunità un bene confiscato e trasformarlo in un luogo di lavoro e crescita per i giovani è un segno di riscatto civile».
Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, ha rimarcato la concretezza del progetto: «I lavori inizieranno a breve. Abbiamo una prospettiva immediata e realizzabile: fare di questo luogo un punto di riferimento per l’imprenditorialità giovanile e la rinascita produttiva del territorio».
Per la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, «la destinazione di un bene confiscato a finalità produttive rappresenta una nuova frontiera. Finora questi beni sono stati usati per attività sociali, ma ora si apre una prospettiva che integra impresa, innovazione e formazione».
Antonio De Lorenzo, in rappresentanza di RINA Services, ha evidenziato l’importanza della tecnologia al servizio della legalità: «Siamo orgogliosi di partecipare a un progetto che unisce innovazione e responsabilità civile. I droni sono una risorsa strategica per il monitoraggio del territorio e la tutela ambientale: metterli al servizio della legalità significa costruire sicurezza e conoscenza condivisa».
L’ex magistrato Bruno D’Urso ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa: «I beni confiscati sono spesso un punto critico nella gestione della giustizia e nella diffusione della cultura della legalità. Qui, invece, la rivalorizzazione diventa uno strumento vincente. È un successo concreto che dimostra come il contrasto alla criminalità possa generare sviluppo e comunità».
A chiudere l’incontro, l’assessore regionale alla Sicurezza e Legalità Mario Morcone ha sottolineato la visione sistemica dell’iniziativa: «Abbiamo bisogno di restituire alla comunità la qualità dell’impegno nel creare lavoro e sviluppo. Il settore aerospaziale è un’eccellenza formativa e tecnologica, e la Campania è oggi la regione più avanzata nella cultura del riuso dei beni confiscati. In questa parte del territorio c’è una grande azione di riscatto civile e dignità del lavoro».
L’incubatore aerospaziale di San Cipriano d’Aversa diventa così un simbolo di rinascita concreta, dove l’economia della conoscenza prende il posto dell’economia criminale, e la tecnologia diventa strumento di legalità e futuro.
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