Sergio Brancato nuovo Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna

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Sergio Brancato nuovo Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna

Sergio Brancato è il nuovo Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Entrato in carica il 16 settembre 2025, resterà in carica per un triennio, succedendo a Rita Finzi, che ha guidato l’istituzione con passione e dedizione, e affiancando il Direttore Enrico Fornaroli in un percorso orientato all’innovazione, al dialogo e alla valorizzazione della formazione artistica.

Nel suo messaggio di insediamento, Brancato ha espresso gratitudine al Ministro, alla Presidente uscente, al Direttore, ai docenti e al personale dell’Accademia: «Accolgo questa nomina con entusiasmo – ha dichiarato – perché mi consente di lavorare con gli studenti sui grandi temi dell’arte e delle professioni creative. Bologna è un luogo a me caro, centro di straordinario fermento culturale. Opererò in sinergia con tutte le componenti dell’Accademia per contribuire al presente e al futuro di questa storica istituzione».

Il Direttore Enrico Fornaroli ha sottolineato il valore di questa nomina: «Siamo felici di accogliere il Prof. Brancato, figura di grande prestigio che saprà guidarci con visione e competenza. Ringraziamo la Presidente uscente Rita Finzi per il lavoro svolto con passione e dedizione. Il futuro dell’Accademia sarà costruito nel segno della coerenza, del dialogo e dell’innovazione condivisa».

Sergio Brancato è docente di Sociologia dei processi culturali della comunicazione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. i suoi studi sono dedicati alle integrazioni espressive, ai rapporti produttivi e tecnologici tra i media dell’industria culturale, alle loro dinamiche di innovazione e alla loro incidenza sui processi sociali. Le sue ricerche e le sue pubblicazioni spaziano dall’analisi sociologica dell’immaginario metropolitano alle esperienze di convergenza e partecipazione tecno-culturale proprie dei media digitali.

Brancato ha sviluppato il suo percorso teorico e critico attraverso una serie di pubblicazioni che segnano in modo coerente l’evoluzione dei suoi interessi. Con Fumetti. Guida ai comics nel sistema dei media (1994, 2ª ed. 2000) apre un campo di studi innovativo in Italia, riconoscendo al fumetto il ruolo di medium centrale nell’industria culturale e nei processi comunicativi. Con Sociologie dell’immaginario. Forme del fantastico e industria culturale (2000) amplia lo sguardo, indagando come il fantastico diventi materia sociale e linguaggio condiviso, riflesso e motore delle trasformazioni culturali. Poco dopo, con Introduzione alla Sociologia del cinema (2001) e La città delle luci. Itinerari per una storia sociale del cinema (2003), Brancato affronta il cinema come fenomeno complesso, intreccio di linguaggio estetico, dinamiche sociali e contesto urbano.

La sua attenzione si sposta quindi sulla televisione e sulla serialità con Senza fine. Immaginario e scrittura della fiction seriale in Italia (2007), dove analizza le logiche narrative e produttive delle serie italiane, anticipando riflessioni oggi centrali sugli intrecci fra serialità e identità collettiva. Questo percorso si approfondisce ulteriormente in La forma fluida del mondo. Sociologia delle narrazioni audiovisive tra film e telefilm (2010), in cui mette a confronto cinema e televisione, sottolineando la fluidità dei linguaggi audiovisivi contemporanei e il loro impatto sul pubblico. Infine, con Fantasmi della modernità. Oggetti, luoghi e figure dell’industria culturale (2014), Brancato propone una riflessione più ampia e matura sui simboli e le figure che abitano l’immaginario della modernità, veri e propri fantasmi culturali che attraversano media, spazi urbani e narrazioni collettive.

Ha scritto tra gli altri per il ManifestoPaese Serala Repubblica e il Mattino); è autore radiotelevisivo, sceneggiatore televisivo e di fumetti.

È autore delle serie a fumetti della Sergio Bonelli Editore dedicate ai personaggi de Il commissario Ricciardi e I bastardi di Pizzofalcone, tratte dai romanzi di Maurizio De Giovanni.

Con questo nuovo incarico, l’Accademia di Belle Arti di Bologna si prepara ad affrontare le sfide culturali e sociali contemporanee con rinnovata energia, mettendo al centro studenti, creatività e innovazione.

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